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Amici non graditi dei nostri amici: pulci & co.

Amici non graditi dei nostri amici: pulci & co. - Dir. San. Dr. Annoscia Corrado

Le pulci e le zecche sono gli ectoparassiti (parassiti che si trovano cioè sulla superficie corporea) di più frequente riscontro nei nostri animali.
La pulce (Ctenocephalides felis: la pulce del gatto è quella normalmente riscontrata) conduce solo una parte del suo ciclo vitale (quello dello stadio adulto) sul cane e l’infestazione avviene non per contatto diretto con altri cani (o gatti) infestati ma dalla frequentazione di ambienti contaminati da uova e forme larvali del parassita. Ne consegue che per un efficace controllo di questo parassita non sono sufficienti trattamenti mirati all’uccisione dell’insetto adulto (e tantomeno lavaggi frequenti), ma sono necessari trattamenti ripetuti ciclicamente e costantemente che abbiano azione abbattente sul parassita adulto, repellente sulle forme larvali e di bonifica ambientale. Trattamenti che devono essere effettuati su tutti i soggetti che convivono o condividono spazi comuni: in particolar modo la casa che per le condizioni di temperatura consente lo sviluppo del parassita 12 mesi all’anno, indipendentemente dalla pulizia… Un cane e una casa con problemi di pulci non significano necessariamente sporcizia. 
I problemi clinici legati alla presenza delle pulci sono per lo più di carattere dermatologico e sono di norma associati a prurito ma la stessa pulce può fungere da ospite intermedio per altri parassiti quali Dipylidium caninum, uno tra i più diffusi parassiti intestinali. 
Anche per quanto concerne le zecche (Riphicephalus sanguineus: la zecca marrone del cane è la specie più comune in Italia) occorre ricordare che l’infestazione viene contratta attraverso la frequentazione di ambienti popolati da forme larvali o ninfali. In questi casi si parla esclusivamente di ambienti esterni quali campi, boschi, giardini ma anche cortili. Le uova deposte dalla zecca rimangono vitali per molto tempo per cui un ambiente, una volta infestato, tende a rimanere tale per anni.
I problemi clinici legati alla presenza di questo parassita nel nostro paese sono legati alla trasmissione da parte della zecca durante il pasto di sangue di altri parassiti o agenti infettivi (babesia spp., rickettsia spp, bartonella spp), trasmissione che avviene di norma non prima di 48 ore dalla presenza del parassita sul nostro cane. Ne consegue che una accurata ispezione giornaliera (in particolare nelle regioni della testa e del collo) riduce notevolmente il rischio di contrarre tali patologie.
Oltre all’ispezione giornaliera del nostro cane per la prevenzione e il controllo di questo parassita sono oggi a disposizione alcuni farmaci di provata efficacia che devono tuttavia essere utilizzati seguendo i consigli del medico veterinario curante e non possono essere considerati farmaci “da automedicazione” in ragione della loro potenziale tossicità. Anche la rimozione della zecca dalla cute dell'animale è una manovra da eseguire con perizia sia per evitare la permanenza del rostro sia l'eventuale rigurgito del pasto di sangue da parte dell'artropode essendo quest'ultima la fase durante la quale il parassita può trasmettere gli agenti infettivi delle malattie descritte in precedenza. Per qualsiasi dubbio rivolgetevi sempre e comunque al vostro Veterinario di fiducia.

 - Dir. San. Dr. Annoscia Corrado

 - Dir. San. Dr. Annoscia Corrado